Dopo anni di negoziati segreti, è scoppiato il caso Acta costringendo la Commissione Europea a interpellare direttamente la Corte di giustizia Ue. Acta è un acronimo semisconosciuto al vasto pubblico che potrebbe avere un impatto pesante sulla libertà di espressione nella Rete. Significa Anti-Counterfeiting Trade Agreement ed è un accordo commerciale. C’è voluta WikiLeaks, nel 2008, perché la notizia dei negoziati su Acta arrivasse al pubblico. Poi nel 2011, a Tokyo, i governi di mezzo mondo hanno sottoscritto l’accordo. Ma solo ora, date le proteste che il provvedimento ha scatenato in tutta Europa, la Commissione si è rivolta alla Corte Ue per un parere. Anche se sarà poco più di una formalità e Bruxelles è pronta ad andare avanti.